Lettera a chi non ci ha mai pensato

Chissà che un giorno anche tu possa essere tra i donatori che mi allungheranno la vita

05 aprile 2018

Ciao,

io sono Domenico e sono talassemico. Ho quella malattia dei globuli rossi, carenti di emoglobina, che sono esposti a una continua e rapida distruzione. Lo hanno scoperto i miei genitori quando avevo un anno e mezzo.

Oggi, ho 39 anni e sono ancora qui. Sono l’unico della mia famiglia che ha questa malattia. Le mie sorelle gemelle non ce l’hanno. Per scoprire che erano sane, mia madre nel 1981 dovette fare un’amniocentesi all’estero. In Italia, a quei tempi, non si faceva.

La mia vita è piena e assomiglia a quella di tanti altri. Ho un lavoro, una vita sociale e nessun effetto collaterale. Sì, perché grazie a tante persone che non conosco, ma che so che ci sono, ho potuto fare tutto quello che fai tu. L’unica differenza è che io ogni venti giorni ho un appuntamento con l’Ospedale di Volterra. Mi fanno un’infusione di sangue e riparto come prima. Quindi, terapia trasfusionale e ferro chelante.

La mia vita è come la tua anche perché ho accettato la convivenza con la malattia, ho accettato la convivenza “routinaria” con la trasfusione ed è stato tutto più facile.

Oggi, ho una speranza e un sogno: che la ricerca vada avanti e trovi una cura definitiva. Per me, per tutti.

So che devo tutto a chi ha donato sangue in tutti i miei 39 anni di vita. Chissà che un giorno anche tu possa essere tra i donatori che mi allungheranno la vita.

Chissà…io ci conto!

Domenico

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