301.191 le organizzazioni non profit in Italia

18 aprile 2014

 Prosegue il rilascio dei dati del 9° Censimento Generale dell’Industria, dei Servizi e delle Istituzioni Non Profit. Alcuni dati della presentazione di ieri ( 16.4.2014) a Roma.

Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, il 28% in più rispetto al 2001 (anno dell'ultima rilevazione censuaria sul settore), con una crescita del personale dipendente pari al 39,4%. Sono i dati sul no-profit diffusi dall'Istat.

 La parte più "imprenditoriale" del non profit, quella relativa alle istituzioni con addetti, ha registrato un aumento più contenuto, ma ampiamente positivo (+9,5%). Le unità locali delle istituzioni non profit sono 347.602 (+37,3% sul 2001).

 In base ai dati del Censimento delle istituzioni non profit, il settore conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari (il 43,5% in più rispetto al 2001), 681 mila dipendenti, 270 mila lavoratori esterni, 5 mila lavoratori temporanei. Sono inoltre presenti altre tipologie di risorse umane che prestano a vario titolo la loro attività nelle istituzioni rilevate: 19 mila lavoratori comandati/distaccati, 40 mila religiosi e 19 mila giovani del servizio civile.

 Al 31 dicembre 2011 l'universo femminile del settore non profit è costituito da 1,8 milioni di volontarie, 494 mila dipendenti, 142 mila lavoratrici esterne, 3 mila lavoratrici temporanee, 9 mila lavoratrici comandate/distaccate, 26 mila religiose e 10 mila giovani del servizio civile. Le donne si confermano la componente principale dei lavoratori retribuiti (dipendenti ed esterni) con una quota pari al 67%. La prevalenza "rosa" si conferma anche a livello territoriale e settoriale: in tutte le regioni la quota delle donne tra i lavoratori retribuiti è infatti superiore a quella degli uomini; fra i settori di attività, con l'eccezione della Protezione dell'ambiente (con 4 lavoratrici su 10 lavoratori), delle Attività sportive (8 su 10) e della Protezione degli animali (9 su 10), tutti gli altri vedono una maggioranza di lavoratrici rispetto ai lavoratori.