Terminata la Conferenza di organizzazione di Avis Toscana.

Dall’identità associativa alla visione strategica a lungo termine, dalla cooperazione con le altre associazioni, all’uso delle nuove tecnologie.

13 novembre 2010

Arezzo, 13.11.2010 – Terminata la Conferenza di organizzazione di Avis Toscana. Si sono riuniti ad Arezzo, presso la Sala dei Grandi della Provincia i dirigenti avisini per una giornata di riflessione condivisa sulle prospettive future dell’Associazione. Tanti i temi affrontati. Dall’identità associativa alla visione strategica a lungo termine, dalla cooperazione con le altre associazioni, all’uso delle nuove tecnologie.

In apertura hanno portato i loro saluti in rappresentanza dell’amministrazione provinciale e comunale di Arezzo Mirella Ricci e Lucia De Robertis. Entrambe hanno sottolineato che le amministrazioni debbono lavorare accanto al volontariato per recuperare i valori profondi della vita sociale, soprattutto in questo periodo di crisi. "Sono particolarmente soddisfatto della scelta di Arezzo come sede della Conferenza di organizzazione - ha affermato invece il Presidente dell'Avis di Arezzo Adelmo Agnolucci - e ritengo molto importante il lavoro che ha oggi preso avvio e che proseguirà nel tempo in un legame stretto con il territorio".

 Nel corso della mattinata è stato presentato anche il Bilancio Sociale 2009. Strumento di rendicontazione sociale per eccellenza, da quest’anno, è stato realizzato interamente in formato elettronico ed è disponibile all’indirizzo: www.avis.it/toscana. Da anni Avis Toscana lo redige per rendicontare ai propri stakeholder sull’utilizzo delle risorse in modo trasparente.

“E’ stato un momento importante”. Così Luciano Franchi, presidente di Avis Toscana. “Ancor più importante perché fatto in un periodo in cui Avis Toscana cresce. Non è una riflessione fatta perché le cose vanno male. Anzi. E’ una riflessione voluta per andare oltre, guardare avanti e ragionare su come meglio affrontare le sfide future.”

Dai lavori è emerso che, in un quadro sociale in profonda trasformazione, anche Avis, ricca del suo bagaglio di valori, deve essere al passo con i tempi. Ciò implica che  il volontariato e la dirigenza Avis dovranno essere - ovunque sul territorio regionale - formati, informati, in grado di interagire con nuove fasce di donatori e padroni delle nuove tecnologie. Ampio spazio ai giovani, perchè senza di loro e senza il loro impegno non c’è futuro dell’Associazione. Ampio spazio agli immigrati, affinchè diventino donatori. Infatti, un immigrato che lavora nella società dove vive è un immigrato consapevole.