Avis Toscana ha sempre operato in un’ottica di miglioramento qualitativo e di servizio

La risposta agli articoli di stampa

17 novembre 2010

(Firenze, 17.11.2010) - Avis Toscana ha sempre operato in un’ottica di miglioramento qualitativo e di servizio, fuori da particolarismi e privilegi, che ha portato giovamento a tutta la comunità, lontano da una logica “da piccolo orto di casa”.

E’ un’associazione di volontariato apartitica, aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità e ideologia politica. E’ presente, su tutto il territorio regionale con 180 sedi, le prime risalgono al 1932. Firenze, ha dato i natali a Vittorio Formentano, il medico che ha fondato Avis nel 1927 e che ha dato origine al moderno concetto di donazione volontaria e gratuita. In Italia, la donazione a pagamento è vietata dalla legge e grazie al lavoro di tutte le associazioni non esiste il mercato del sangue.

Il successo di Avis non cala dall’alto è frutto di tanto impegno dei suoi volontari. Nel 2009, gli Avisini hanno fatto 113.173 donazioni con un incremento del 5 % rispetto al 2008. Dal 2000, le donazioni di Avis in Toscana sono aumentate del 43%. Tutto ciò, è conseguenza di una costante opera di sensibilizzazione, di impegno dei dirigenti, di formazione continua e di studio e collaborazione con diverse università, che hanno permesso ad Avis di leggere, in modo appropriato, i cambiamenti in atto nella società contemporanea, per far sì, che la donazione del sangue venisse percepita dalla cittadinanza come un atto di cittadinanza attiva consapevole. Significativo il costante impegno dell’Associazione nei confronti delle giovani generazioni con i progetti di sensibilizzazione nelle scuole: nel 2009 sono state 689 le classi coinvolte (elementari, medie, superiori); 12.734 gli alunni contattati in totale; ma rilevanto sono state anche le azioni di coinvolgimento attivo delle comunità migranti e delle diverse confessioni religiose.

Notevole, è stato, negli anni, il supporto di Avis Toscana al Sistema Sanitario locale e regionale e  affinché fosse garantita la massima sicurezza sia per il donatore sia per il ricevente, attraverso il sostegno aperto e trasparente della donazione nelle strutture trasfusionali pubbliche, o autorizzate, che rispettassero i criteri di sicurezza e qualità, imposti dalla normativa europea e nazionale vigente. Altrettanto importante è stata l’azione di Avis, affinché, le strutture trasfusionali fossero al passo con i tempi e operassero con un’ottica di servizio e di accoglienza appropriata nei confronti dei donatori con orari di apertura flessibili, parcheggi riservati, assenza di code con conseguente perdita di tempo.

Un lavoro serio e costante, supportato da fatti concreti, e non da rivendicazioni personalistiche, complementare a quello di tante altre associazioni del dono!