Cinque buon motivi per vaccinarsi

L'opportunità per i donatori

27 novembre 2018

Come ogni anno, con l’arrivo dell’inverno e dei nuovi virus influenzali, a non mancare sono le raccomandazioni da parte delle Autorità Sanitarie: il consiglio sempre valido è quello di correre a vaccinarsi.

Perché farlo? Ecco 4 buoni motivi che possiamo considerare da sempre validi. Quest’anno, però, ne aggiungiamo uno, per poter dire con ancora più fermezza che vaccinarsi contro l’influenza è davvero fondamentale.

Perché vaccinarsi contro l’influenza

Il momento migliore per vaccinarsi? Va dai primi di novembre a dicembre inoltrato, considerando che la protezione si sviluppa dopo due settimane dall’iniezione e che la massima circolazione dei virus è prevista tra gennaio e febbraio.

Le ragioni per recarsi dal proprio medico di base o in farmacia per farsi somministrare la dose di vaccino sono tante.

Eccone alcune.

1 – Per proteggere se stessi dall’influenza – Spesso si sente dire che, nonostante ci si sia sottoposti al vaccino, l’influenza arrivi comunque puntuale, come tutti gli anni.

È bene, infatti, sottolineare che i vaccini agiscono contro i virus influenzali più diffusi nella stagione precedente e non rappresentano uno scudo contro quei virus che causano malanni minori, scambiabili con l’influenza.

Se la possibilità di ammalarsi non è eliminata, è però certo che il vaccino riesca ad attenuare i sintomi. E se vi dovessero dire che siano loro a causare l’influenza, non credeteci: come sottolinea l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i virus inattivati non possono sortire questo effetto. Dolori o leggeri stati febbrili rappresentano una normalissima reazione del sistema immunitario alla vaccinazione.

Uno o due giorni di riposo saranno sufficienti per la ripresa.

2 – Perché rappresenta un salvavita per le persone più fragili – Polmoniti batteriche, disidratazione, otiti, sinusiti, peggioramento di patologie, quali diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, sono solo alcune delle complicanze che l’influenza può portare con sé, soprattutto per i soggetti al di sopra dei 65 anni, per i bimbi più piccoli e per le donne incinte.

3 – Per proteggere mamma e bambino durante i mesi della gravidanza – Il vaccino contro l’influenza è raccomandato alle donne in dolce attesa, ma solo durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza.

In questo modo, il rischio di ricovero si riduce del 50%, così come il pericolo che il nascituro soffra di otite o di altre patologie nei primi due mesi di vita, in quanto la mamma gli avrà trasmesso gli anticorpi contro i virus influenzali, spesso responsabili di tali malattie neo-natali.

4 – Perché conviene (in tutti i sensi, anche economicamente) – Sembrerà superfluo, ma l’influenza ha anche un costo sociale ed economico molto elevato.

Si stima che, ogni anno, si spendano circa 10,7 miliardi di euro, tra spese mediche, farmaci e costi derivati da assenze lavorative. Così, le famiglie spenderanno in media 250 euro per contrastare influenza e sindromi annesse. Il vaccino, invece, comporta un esborso modesto, compreso tra i 9 e i 18 euro.

Per le categorie a rischio? È assolutamente gratuito.

C’è un ottimo motivo in più per vaccinarsi

Ma c’è un altro motivo per il quale vale la pena vaccinarsi, che riguarda la necessità di raggiungere l’autosufficienza nazionale per gli emocomponenti che, tradotto, significa disponibilità di sangue per trasfusioni in ogni angolo d’Italia.

Infatti, fra i mesi in cui è necessaria una sempre maggiore compensazione vi sono quelli invernali, dove si registra il picco influenzale e quindi la minore disponibilità di donatori.

Proprio per questo motivo, dal 2018, grazie all’impegno del Centro Nazionale Sangue e delle Associazioni, come Avis, i donatori rientrano tra le categorie per cui è raccomandata la vaccinazione.

Dunque, verrà offerta l’opportunità del vaccino antinfluenzale al milione e 800mila donatori del sangue che significa, in primis, garantire la continuità della disponibilità delle donazioni.

Il consiglio?

Diventate donatori… e vaccinatevi! Occorre avere un’età compresa tra 18 anni e i 60 an-ni, un peso non inferiore a 50 Kg e godere di buona salute. Per qualsiasi informazione, AVIS è a vostra disposizione!

E ricordate: AVIS tutela la salute del donatore durante tutto l’anno, non solo prima della donazione.

L'articolo è stato redatto in collaborazione con il sito www.pazienti.it  A cura del dr. Antonio Silvestri, Medico Olistico, specialista in Malattie Infettive

Fonte: avis.it

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