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Gli esiti della riunione EBA a Bruxelles dove hanno partecipato rappresentanti Avis

29 gennaio 2019

Il 22 gennaio  la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles ha ospitato la Tavola rotonda organizzata da European Blood Alliance (EBA), il network dei servizi trasfusionali nazionali responsabili della raccolta di sangue ed emocomponenti da donatori volontari e non remunerati nei Paesi membri dell’Unione Europea, dal titolo “Safeguarding Equal Access to Safe and High Quality Blood Supply in Europe”.

Per AVIS NAZIONALE erano presenti il presidente Gianpietro Briola, la componente di esecutivo (e delegata continentale Fiods), Alice Simonetti, e la consigliera nazionale e componente revisori Fiods, Tiziana Tacchini.

“Sono soddisfatto dell’incontro di ieri – ha commentato il Presidente Briola – e della presenza di alcuni europarlamentari italiani e del rappresentante a Bruxelles del nostro Ministero della salute.

Tutti gli intervenuti hanno ribadito la necessità che la donazione di sangue resti gratuita, volontaria ed etica.

E’stato poi chiesto ai Paesi membri uno sforzo maggiore per promuovere la donazione di plasma e l’utilizzo di farmaci plasmaderivati provenienti da plasma etico. Solo i delegati olandesi hanno segnalato perplessità per le incongruenze di un sistema fondato sulla gratuità ma anche ancora oggi, in molti Paesi, si regge sulle importazioni di plasma a pagamento dagli Stati Uniti”.

 La donazione di sangue – ha spiegato nel suo intervento Alice Simonetti – è, in primo luogo, una questione di diritti umani: il donatore volontario, anonimo, non remunerato, periodico e responsabile è il migliore alleato per sé e per i pazienti, che sono quelli per cui noi lottiamo. Aspetti come la gratuità del dono sono al centro di documenti come il trattato di Oviedo e la Carta dei diritti fondamentali della Ue, dove è ribadito che il corpo umano non può essere fonte di profitto, mentre la donazione di sangue deve essere vista come un bene etico, strategico e comunitario. L’autosufficienza a queste condizioni può essere raggiunta se tutti insieme, associazioni, pazienti, istituzioni, tecnici e professionisti, cooperiamo, ci diamo regole chiare e condivise, facciamo programmazione.
In secondo luogo, la donazione di sangue riguarda anche i diritti delle nostre comunità, perché è un gesto di solidarietà, di impegno civico e di partecipazione del singolo al sistema salute. Per allargare la base dei donatori in tutta Europa e creare una cultura della donazione, di prevenzione e di stili di vita sani, il ruolo delle associazioni è dunque fondamentale. In questo senso, dobbiamo lavorare insieme ai nostri stakeholders istituzionali per raggiungere questi obiettivi”.

Fonte: avis.it

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