A Tirrenia la 48 ª Assemblea di Avis Toscana, il comunicato

“Reti solidali, le nuove rotte del volontariato del dono”

11 aprile 2019

(Firenze, 11.4.2019) – I duecento delegati delle Avis di tutta la Toscana si sono dati appuntamento a Tirrenia|Pi al Grand Hotel Continental il 13 e 14 aprile per la 48ª Assemblea di Avis Toscana, momento annuale di verifica,  di analisi e riflessione associativa. Quest’anno il tema che guiderà i lavori è “Reti solidali, le nuove rotte del volontariato del dono” a significare l’importanza del lavoro in rete con tutti gli attori del sistema trasfusionale che è pubblico e che fa parte del Sistema Sanitario Nazionale. 

Dopo la relazione del Presidente di Avis Toscana, Adelmo Agnolucci, e il saluto delle autorità presenti ci sarà l’intervento dell’on. Rosy Bindi, ministro della Sanità dal 1996 al 2000 sulla ricorrenza del quarantennale dell’istituzione del servizio Sanitario Nazionale. I lavori si apriranno sabato mattina e proseguiranno fino alle 13 di domenica con le relazioni degli organi istituzionali e il dibattito. Si procederà quindi alle approvazioni del bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 e delle modifiche di adeguamento allo statuto in base alla legge di riforma del terzo settore. 

Un punto che verrà portato in evidenza durante i lavori assembleari è costituito dalle novità introdotte con la riforma del terzo settore che suscitano perplessità e che andranno analizzate nell’ottica di preservare la dimensione pubblica della sanità e del welfare.

I dati:

Sono state 110.489 il totale delle donazioni Avis in Toscana nel 2018,  pari all’1,99% in meno rispetto al 2017. Una diminuzione che continua dal 2012 in cui ne furono effettuate ben 122.811.

Nel 2018 sono diminuiti i donatori, che scendono a quota 57.342 rispetto ai 58.430 del 2017. Tuttavia, pur in presenza di un andamento negativo di donazioni e numero di donatori, nel 2018 l’indice di donazione, ovvero il numero di donazioni pro-capite per anno, è rimasto invariato attestandosi a 1,93 come nel 2017, con un’eccezione in positivo della provincia di Massa Carrara che ha registrato un indice di donazione del 2,18 (quindi ogni donatore dona più di due volte l’anno).

Il calo di donazioni interessa una buona parte del territorio regionale, salvo eccezioni. Nell’area della Piana di Lucca c’è una crescita del numero delle donazioni pari a circa il 35%, dovuto soprattutto al contributo apportato da una nuova sede Avis costituitasi sul territorio.  Segue la provincia di Pisa dove, quest’anno, si è verificato un incremento di oltre il 4%, rispetto al 2017, mentre seppure modesto è l’incremento registrato in provincia di Siena con lo 0,2%. Il calo delle donazioni è marginale nelle province di Arezzo e Grosseto, dove la perdita si attesta intorno allo 0,6%, mentre la situazione appare più critica nelle altre province toscane. Nella provincia di Firenze, infatti si registra, rispetto allo scorso anno, un decremento dell’1,7%, mentre nella zona Empolese e Valdarno il decremento raggiunge il 2%. Le donazioni diminuiscono anche nella provincia di Pistoia, dove si riscontra una flessione di circa il 3%, rispetto al 2017, e nelle province di Livorno e di Massa Carrara le donazioni subiscono una riduzione annua rispettivamente del 3,5% e del 3,7%. Infine i dati mostrano che, nel 2018, le aree più colpite dal decremento sono la zona della Versilia con una perdita di donazioni pari a circa il 5% e la provincia di Prato con un -6,7% di donazioni rispetto all’anno precedente.

Il presidente di Avis Toscana Adelmo Agnolucci commenta così i dati: “sono tantissimi i motivi che rendono la donazione di sangue un volontariato non facile e immediato. Vorrei che sempre più giovani si avvicinassero, vivendo la donazione come un atto di cittadinanza attiva. E’ vero che i nuovi soci sono prevalentemente i giovani con un‘età compresa tra i 18 e i 25 anni, rappresentando nel 2018 il 35% dei nuovi associati, ma è costantemente in crescita l’età dei soci donatori:  la fascia di età più numerosa è quella tra i 46 e 55 anni. Sarà utile aprire una riflessione sul nostro modello organizzativo per valutare se la nostra presenza sui territori sia adeguata a contrastare ed invertire una tendenza negativa.
C’è da aggiungere, in generale, che negli ultimi anni grazie ad una miglior gestione nell’uso di questa preziosa risorsa, sono diminuiti i consumi. Questo ci assicura per il momento un relativo equilibrio del sistema, ma non ci deve far abbassare la guardia per quanto riguarda i prossimi anni, quando dovremo misurarci con il calo demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione”.

 

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