New Dehli: nessun allarme per le donazioni di sangue

I commenti del presidente nazionale AVIS e del direttore del CRS

17 settembre 2019

Con oltre 30 vittime dal novembre 2018 a oggi e 708 ricoveri di pazienti portatori, il virus New Delhi ha creato e sta creando allarme in Toscana. Il virus appartiene a un ceppo di Klesbiella, batterio che da anni circola negli ospedali.

Emerso per la prima volta in India (da qui il nome), deve la sua pericolosità alla resistenza agli antibiotici. Prima della Toscana, tuttavia, i casi registrati in Italia erano stati limitati, fino a oggi.

“I donatori possono stare tranquilli: non esiste alcun rischio che possano contrarre il batterio al momento della donazione – ha spiegato in un dialogo con il sito donatoriH24 il presidente di Avis Nazionale, Gianpietro Briola -. Monitoriamo costantemente la situazione, ma non ci sono pericoli”. Il presidente spiega inoltre che “si tratta di un’infezione, di cui tuttavia si sa poco, come tante che circolano negli ospedali e colpisce soprattutto i pazienti già ricoverati e immunodepressi. È un vettore che non ha correlazioni con encefaliti o raccolta di sangue, né viene trasportato da zanzare o altri insetti come nel caso di West NileDengue o Chikungunya”.

Anche la direttrice del Centro regionale sangue, Simona Carli, conferma che la situazione in Toscana è sotto controllo in tema di eventuali rischi di contagio per i donatori: “Non abbiamo riscontrato problemi – spiega -, tant’è che dal Cns non sono giunte disposizioni di sicurezza in merito al New Delhi, come invece era avvenuto nel corso dei mesi scorsi per altre forme virali”.

da avis.it

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