A Figline e Incisa Valdarno, il Comune ha premiato due super donatori

Per l'avisino Massimo Martinelli arrivato il traguardo delle 300 donazioni in 29 anni

23 febbraio 2021

Sono due i “super donatori di sangue” di Figline e Incisa Valdarno, premiati dalla sindaca Giulia Mugnai e dall’assessore alle Politiche sociali, Simone Cellai, a testimonianza della gratitudine dell’Amministrazione comunale per la generosità e l’impegno dimostrato in favore di tutta la comunità. 

Si tratta di Massimo Martinelli, donatore Avis classe 1968 che, in 29 anni di donazioni di sangue e plasma, ne ha effettuate ben 300, e di Samuele Castroreale, donatore Fratres classe 1971 e dipendente comunale, che ha all’attivo 180 donazioni di sangue, plasma e piastrine e una donazione di midollo osseo effettuate in 27 anni. Entrambi si sono visti consegnare una targa di riconoscimento da parte del Comune, in collaborazione con le associazioni di appartenenza. Presenti, per l’occasione, anche Gino Calvani, presidente dell’Avis comunale di Figline e Incisa Valdarno, e Mauro Lombardi, presidente del Gruppo Fratres di Figline, insieme al dott. Vocioni, direttore della Struttura Trasfusionale Mugello e Serristori, a Veronica Cecchi e a Marusca Sottani, dello staff del Centro Trasfusionale del Serristori.  

È da tempo – spiegano la sindaca Mugnai e l’assessore Cellai – che aspettiamo di ringraziare pubblicamente i due donatori e le loro associazioni di appartenenza, rispettivamente per il loro gesto gratuito di amore verso la propria comunità e per l’impegno nel promuovere, sul territorio, l’importanza della donazione di sangue. Purtroppo, la pandemia non ci ha permesso di organizzare un evento a larga partecipazione, come ci eravamo immaginati, ma in attesa di poterci riunire di nuovo e di poter ricominciare a organizzare eventi pubblici, abbiamo pensato di incontrare almeno una rappresentanza associativa e i due donatori, così da premiare simbolicamente i loro sforzi e ringraziarli a nome di tutta la città. Infine, non potevamo che coinvolgere anche una rappresentanza dello staff del Centro trasfusionale di Figline che, nonostante la pandemia, nel 2020 ha registrato 350 donazioni in più rispetto al 2019. Un vero e proprio record, che ci rende particolarmente orgogliosi della nostra comunità, se si pensa che in molti altri presidi toscani la carenza di sangue è stata massiccia, come dimostrano i ripetuti appelli alla donazione arrivati, nei mesi scorsi, sia dalle associazioni che dagli enti competenti in materia. Grazie, quindi, a tutti loro per l’impegno quotidiano, che nemmeno l’emergenza sanitaria è riuscita a scoraggiare”.

Si è chiuso da poco un anno difficilissimo per la situazione sanitaria del nostro Paese e del mondo intero commenta il dott. Vocioni -. Tali difficoltà si sono ovviamente ripercosse su tutte le attività sanitarie, anche in Toscana, e in particolare sulle attività di donazione di sangue. Dopo un primo momento di comprensibile flessione nelle fasi iniziali della pandemia, i nostri donatori si sono subito adeguati alle norme sanitarie e ai protocolli che la pandemia impone e hanno ripreso a frequentare i nostri centri trasfusionali, anche aumentando (nel limite del possibile) il loro numero abituale di donazioni. In particolare, al Serristori abbiamo avuto ben 350 donazioni in più rispetto al 2019, su un aumento di 408 donazioni nella Struttura Trasfusionale Mugello e Serristori nel suo complesso. Inoltre, sono circa 70 i guariti dal Covid (donatori e non) ad essersi sottoposti alla donazione di plasma iperimmune e questo ha consentito, dopo le rigide selezioni imposte dal protocollo Tsunami, ben 9 donazioni di questo importante plasma, mentre cinque candidati sono in attesa dei risultati delle concentrazioni di anticorpi, per poi eventualmente procedere alla donazione. Per questi importanti risultati del nostro Sistema trasfusionale non posso che ringraziare le associazioni (Avis, Fratres, Anpas e Cri) che, a tutti i livelli, ci supportano nella gestione del sistema sanitario anche in emergenza, i donatori, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile, e il personale tutto, che ha operato nella difficoltà della situazione (e anche delle vicende personali) senza risparmiarsi. Infatti, lo staff della Struttura Trasfusionale, i medici, gli infermieri, gli OSS e il personale tutto si sono ritrovati a fronteggiare una sfida tanto difficile quanto inattesa: abbiamo dovuto gestire a distanza prenotazioni, consulenze, spiegazioni, rassicurazioni e consigli ai nostri donatori ed evitare gli assembramenti, gestendo più ambienti e tempistiche dilatate, applicando i protocolli di screening alle persone afferenti al Trasfusionale e gestendo anche l’indispensabile attività di supervisione e ristoro post-donazione dei nostri donatori, in particolare nei momenti di lockdown, quando era impossibile afferire agli esercizi convenzionati esterni perché chiusi. In tutto ciò mantenendo la serenità e lo spirito di accoglienza che caratterizza questa attività, nonostante tutto, e la solita grande professionalità. Grazie quindi ad ognuno di loro, perché è la somma degli sforzi di tutti i soggetti citati ad aver portato a questi bellissimi risultati”.

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