Mamme che donano il sangue: la storia di Anna Maria

Donatrice di Avis Pistoia ha iniziato anche i suoi due figli, Giada e Andrea

06 maggio 2021

Sono tante le mamme di Avis che donano e coinvolgono anche i loro figli in un gesto d'amore per gli altri. In occasione della Festa della Mamma 2021, Avis Toscana racconta la storia di Anna Maria Marra, da anni donatrice di Avis Pistoia che nei giorni scorsi ha accompagnato i suoi due figli  Andrea e Giada per iniziare il cammino della donazione.

Anche il padre di Anna Maria era un donatore e lei si è avvicinata al mondo del dono dopo gli incontri tenuti da Avis Pistoia alla scuola media dei figli. “I bambini – racconta Anna Maria - mi portavano a casa gli opuscoli, la donazione mi spaventava un po’, ma allo stesso tempo mi incuriosiva. Così ho detto ai miei figli che una volta maggiorenni saremmo andati a donare tutti e tre insieme”.

Poco più che ventenni entrambi, Andrea e Giada si sono recati nei giorni scorsi con la mamma alla prima visita medica. “Erano un po’ intimoriti – racconta Anna Maria -, ma la tensione iniziale è normale”. In questi giorni Giada e Andrea attendono i risultati delle analisi, per poi poter prenotare la prima donazione.

“Nostra mamma ci ha insegnato ad essere solidali e ad aiutare gli altri – dice Giada -. Abbiamo incontrato Avis alle scuole medie e da quel momento abbiamo desiderato di fare questo gesto che ci rende felici”.

Il percorso della donazione di mamma Anna Maria non si è fermato nemmeno con la celiachia di cui soffre e che l'ha portata ad iniziare, su suggerimento dei medici, con la donazione di plasma, a causa della carenza di ferro che rende difficile iniziare subito con la donazione di sangue intero.

“Il consiglio di donare plasma – conclude Anna Maria - mi è giunto da Avis Pistoia. È una forma di dono molto preziosa perché permette di produrre medicinali salvavita per persone che soffrono di patologie gravi. Ci sono tante cose importanti nella vita - sostiene Anna Maria - come l’amicizia, l’amore e il lavoro. Ma è fondamentale anche la solidarietà verso chi vive momenti di difficoltà e ha problemi di salute. Nessuno è obbligato a donare, ma sento che mi fa piacere, a volte sono dispiaciuta di non poter 'riempire' una sacca intera di sangue a causa delle carenze che la celiachia comporta, ma voglio comunque essere d’aiuto e la donazione mi rende felice”.

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