In Gazzetta Ufficiale il programma nazionale di autosufficienza 2021

Focus sui numeri, positivi, della Toscana nella raccolta di globuli rossi e plasma

05 ottobre 2021

E' incoraggiante il quadro che emerge dal Programma nazionale di autosufficienza 2021 pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale. Il Programma scatta una fotografia della situazione nazionale e di ogni regione, parametrata agli obiettivi di autosufficienza rispetto alla produzone di globuli rossi e farmaci plasmaderivati. Positivi i dati relativi ai globuli rossi della Toscana che supera l'indicatore di autosufficienza nazionale fissato a 40 unità annue su 1000 abitanti, arrivando a 42,3 unità nel 2020 e 43,3 nel 2019. Bene la Toscana anche nella raccolta di plasma: la nostra regione si posiziona al quarto posto per numero di chili raccolti per 1000 abitanti (19,3) nel 2020, un dato che ha visto un piccolo incremento dello 0,2% rispetto al 2019. In totale nel 2019 e 2020 sono stati 71980 e 71985 i chli di plasma inviati al frazionamento. La media italiana è stata nel 2020 di 14 chili per 1000 abitanti e la soglia nazionale di autosufficienza di 18 chili per 1000 abitanti. 

Complessivamente in Italia sono state 2.409.822 le unità raccolte nel 2020, poco più di 100mila in meno dell’anno precedente, un dato che conferma -come si legge sul sito di Avis Nazionale- quell’equilibrio che, ormai da anni, sta certificando la nostra autosufficienza da questo lato. Addirittura, il sangue intero supera sia il fabbisogno nazionale (le unità da trasfondere) sia, come ricordato, la soglia teorica di autosufficienza nazionale fissato a 40 unità all’anno ogni 1000 abitanti.

"Ciononostante - si legge nel Programma -, un indice di trasfusione superiore all’atteso e/o uno squilibrio di raccolta nei diversi periodi dell’anno determinano un ricorso costante alla compensazione nazionale da parte di alcune Regioni", in particolare la Toscana ha acquisito 1.286 unità nel 2018, 2.929 nel 2019 e 2.140 nel 2020. Una compensazione necessaria per la Toscana dovuta a diversi fattori fra cui l'attrattvità della sua sanità che, in particolare per alcune patologie, attira pazienti da tutto il Paese. 

Nel documento si sottolinea come la sfida per l’intero Sistema sanitario nazionale sia centrare il prima possibile l’autosufficienza da farmaci plasmaderivati.

Il primo passo per farlo è attuare una serie di interventi urgenti per equilibrare la capacità produttiva delle singole Regioni italiane. Al netto della pandemia, nel corso del 2020 il nostro è stato il terzo Paese europeo per dati assoluti di raccolta di plasma da frazionamento, tanto da contendere il secondo gradino di questo speciale “podio” alla Francia. L’indice di conferimento si è attestato a 14 kg ogni 1000 abitanti, un dato più che positivo se si considera che nel 2019, senza pandemia, l’indice era stato di 14,2 kg. 

Ad oggi la richiesta di farmaci plasmaderivati in Italia conferma un costante aumento dell’utilizzo di immunoglobuline, vero e proprio driver della produzione di plasma per frazionamento. La soglia di autosufficienza, come si legge nel documento, “è a un indice di conferimento pari a circa 18 kg/1.000 abitanti, quindi sensibilmente superiore al risultato attualmente registrato in Italia (14 kg/1.000 abitanti). Peraltro – prosegue il testo – il panorama del prossimo futuro sulla disponibilità di MPD (medicinali plasmaderivati, ndrè critico (come le stesse Autorità Europee e Nazionali avvertono), sia per la riduzione della disponibilità di plasma statunitense sia per le conseguenti dinamiche sui prezzi che verosimilmente incideranno sui prodotti driver”.

Nel 2021 si conclude la vigenza del Programma Nazionale Plasma e MPD 2016-2020 che, come primo programma nazionale in materia, ha rappresentato una tappa fondamentale nell’ambito dell’autosufficienza nazionale di medicinali emoderivati ottenuti dalla lavorazione del plasma nazionale in conto-lavoro. Ecco, quindi, che la riformulazione degli obiettivi strategici qualitativi e quantitativi del Sistema, insieme al ripensamento di strumenti e dispositivi che agevolino un opportuno raggiungimento degli stessi e che valorizzino al meglio il mutato quadro di riferimento organizzativo e produttivo, diventano prioritari. Proprio questi strumenti potranno essere inclusi nel nuovo Programma che, a partire dai risultati raggiunti, disponga il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) al conseguimento di più elevati livelli di autosufficienza di plasma e MPD e lo renda in grado di garantire il soddisfacimento dei fabbisogni dei pazienti anche in possibili situazioni di carenza della materia prima plasma.

 

 

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