Diario di un viaggio nel mondo della donazione del sangue

La testimonianza delle volontarie in servizio civile dell'Avis di Viareggio e della Versilia

06 dicembre 2021

Spesso, parlando con le persone della donazione di sangue, la prima reticenza da affrontare riguarda la paura dell’ago e il dolore che può provocare. Bhè...inutile mentire o cercare di sminuire la situazione. Un ago è indubbiamente necessario per il prelievo. Chi è donatore però sa bene che questo è solo un piccolissimo particolare superabile rispetto al gesto che si compie ogni volta che si dona.

Ci siamo chieste quindi, come aiutare chi non dona ad affacciarsi al mondo della donazione? Abbiamo pensato così pensato di iniziare dalla visita al Centro trasfusionale, per poterlo conoscere e raccontare meglio. Il nostro Reparto di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale si trova al piano terra dell’Ospedale Versilia ed è diretto dalla Dottoressa Maria Silvia Raffaelli, che ci ha permesso la visita e ci ha accompagnate all’interno del suo reparto, interamente dedicato al sangue e ai suoi componenti.

Come ogni singolo donatore, la prima azione da compiere, una volta arrivati al Centro, è la compilazione di un questionario anamnestico e del consenso informato, approvato ed aggiornato dal Ministero della Salute. Le domande elencate, divise per argomenti, permettono ai medici del Reparto di comprendere la situazione sanitaria della persona e chiaramente la necessaria compatibilità per la donazione. 

Primo punto fondamentale: la Fiducia.

Se un donatore, per un qualsiasi motivo, non compila il questionario in modo veritiero e attento, può mettere a rischio se stesso e il ricevente. Tranquilli però, perchè vengono sempre eseguite le analisi sia al donatore che sulla sacca raccolta, ma è sempre meglio scegliere di rispondere sinceramente. Spesso le domande concernenti l’abuso di sostanze, farmaci o psicofarmaci o legate alla vita sessuale del donatore, creano imbarazzo o timore, ma, ci conferma la Dottoressa Raffaelli, i donatori sono un popolo attento e responsabile e solo pochissime volte con le analisi successive alla donazione, si sono riscontrate discrepanze. La Dottoressa Raffaelli ci ha anche riferito che più di una volta, invece, il questionario e le analisi successive, hanno permesso a molte persone di 
scoprire malattie al loro esordio permettendo le conseguenti e tempestive terapie. La donazione quindi, non è solo un gesto di solidarietà nei confronti di chi ha bisogno di sangue e dei suoi componenti, ma anche una forma di prevenzione primaria e di tutela per la salute di chi sceglie di diventare donatore. Un buono stile di vita fin da giovani permette, non solo di avere una discreta longevità, ma anche una donazione più “Buona” per i riceventi.

Altra domanda comune: Ma quanto sangue è necessario donare?
La quantità prelevata ad ogni donazione è uguale per uomini e donne, ed è di circa 450 ml di sangue intero e 600 ml di plasma, ma, come spesso succede per le cose importanti, è la qualità e la periodicità della donazione che ne fanno la differenza. Un’altra questione di cronaca attuale è quella legata al Covid-19: anche in questo caso la Dottoressa Raffaelli ci è stata di aiuto, informandoci che l’aver contratto il virus non è assolutamente un fattore di esclusione. Nel 2020 il Centro Trasfusionale, con il contributo delle persone guarite dal Covid-19, ha partecipato allo studio nazionale TZUNAMI per la valutazione dell'efficacia del plasma “iperimmune”. I donatori, dopo una serie di analisi specifiche, hanno donato il plasma ricco di anticorpi anti-Covid che è stato usato come terapia precoce per i pazienti con polmonite. Ad oggi questo tipo di plasma può essere riservato solo a sostegno dei positivi non critici, ma per la cura del Covid vengono utilizzati altri tipi di terapia. L’aver fatto o non fatto il vaccino non è un fattore di esclusione per la donazione. Si raccomanda solo ai vaccinati di attendere almeno 48 ore prima della donazione e semmai, in via precauzionale, di aspettare sette giorni dalla somministrazione dello stesso. Rimane fermo comunque, che tutti si presentino al Centro Trasfusionale in buona salute. 

Una volta donato, come viene utilizzato effettivamente il sangue?
Qui la visita è stata illuminante perché, già nello stesso reparto, si possono vedere i viaggi che la nostra sacca preziosa compie. La sacca di sangue intero viene inviata immediatamente all’Officina Trasfusionale a Pisa per essere diviso nelle sue componenti specifiche: una sacca di globuli rossi concentrati, una di plasma ed una di piastrine. Poi vengono effettuati tutti i test di controllo necessari e tutti i componenti del sangue vengono validati. Solo a questo punto il sangue è pronto per tornare al Centro Trasfusionale, che lo prepara per i vari reparti che ne fanno richiesta. Nel laboratorio di Immunoematologia del Centro le sacche di globuli rossi vengono conservate nelle frigo-emoteche ad una temperatura tra i 4° e i 6° gradi, le sacche di piastrine a 22° gradi e il plasma a -25°. 

Ma adesso arriviamo al motivo della nostra visita: perché si dovrebbe donare nonostante le paure o gli impegni? 
Il sangue non serve solo per le operazioni chirurgiche o per i trapianti, il che, già di per sé, potrebbe essere una sufficiente motivazione, ma è vita più o meno quotidiana per i trasfusi... Nel reparto, vicino alla sala prelievi, c’è un’altra stanza con tre letti, in cui ogni giorno molte persone ricevono il sangue donato. Questo ci ha dato la possibilità di comprendere obbiettivamente l’importanza del gesto che i donatori compiono ogni volta che vanno a donare. Forse non sappiamo a chi servirà il nostro sangue o plasma, ma possiamo dirvi che qualcuno lo riceverà gratuitamente e che quel tempo speso sulla poltroncina o quel breve momento di paura è veramente niente, rispetto a ciò che quel sangue significa.Il sangue non s’inventa, né si versa ... si dona.

Ringraziamo il Direttore Dottoressa Maria Silvia Raffaelli, le Dottoresse Angela Rossi e Giovanna Trevisani e i Dottori Marco Luciani e Francesco Tonelli, la Responsabile infermieristica Sandra Giovannetti e tutto il personale del Centro Trasfusionale per l’accoglienza e la disponibilità dimostrataci.

Articolo a cura delle volontarie del Servizio Civile di Avis Comunale di Viareggio, Avis Pietrasanta e Zonale della Versilia

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