Violenza donne: “Bene chiusura di gruppi e siti, ma serve lavoro su cultura delle relazioni”
La presidente Firenze: “Sdegno per foto e frasi e pieno sostegno alle vittime. Giusto l’intervento della magistratura, ma c’è battaglia da fare ogni giorno: quella per cambiare il rapporto tra uomini e donne”
29 agosto 2025
“Ciò che è stato pubblicato e scritto sul gruppo Facebook ‘Mia Moglie’ e sul sito Phica.eu è né più né meno una forma di violenza, quindi bene hanno fatto le vittime a rivolgersi alla magistratura. La chiusura di queste pagine è una buona notizia, ma è solo il primo passo”.
A dirlo sono la presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze, e la delegata alle Politiche di Parità dell'associazione, Marta Silvestre, intervenendo sui casi dei siti e dei gruppi social in cui sono state pubblicate foto di donne con commenti sessisti e violenti.
“Per prima cosa vogliamo esprimere come associazione vicinanza e solidarietà alle donne vittime di questa violenza non meno brutale, nei suoi effetti psicologici, di quella fisica. Ci sentiamo impegnati anche noi – continuano Firenze e Silvestre – nella costruzione di una società davvero moderna e libera, in cui la parità di genere non è più una conquista ma la normalità”.
“Da donna e da presidente di un’associazione a forte presenza femminile – concludono la presidente e la delegata alle Politiche di Parità di Avis Toscana – sono convinta che l’indignazione per ciò che abbiamo visto e letto su quelle pagine sia sacrosanta e che l’intervento della magistratura sia necessario, ma anche che la battaglia sia da combattere ogni giorno, ogni qual volta emerge una concezione della donna come oggetto o ‘ornamento’. Il vero terreno di cambiamento è quello culturale: bisogna costruire relazioni nuove tra uomini e donne, basate sul rispetto e sulla reciprocità, non sul dominio e sulla sopraffazione”.