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Ti trovi in: Home » Articolo/ Arezzo: uno studio sul sangue apre nuove prospettive per la diagnosi precoce della sepsi

Arezzo: uno studio sul sangue apre nuove prospettive per la diagnosi precoce della sepsi

19 febbraio 2026

Un normale esame del sangue potrebbe aiutare i medici a individuare prima una delle condizioni più pericolose legate alle infezioni: la sepsi. È quanto dimostra uno studio condotto all’Ospedale San Donato di Arezzo, che ha coinvolto oltre 600 pazienti ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Clinica Chimica Acta.

La sepsi è una reazione eccessiva e anomala dell’organismo a un’infezione, spesso di origine batterica. In questi casi il sistema immunitario, invece di limitarsi a combattere l’infezione, può danneggiare organi e tessuti. La sepsi è definita una patologia “tempo-dipendente”: significa che intervenire rapidamente può fare la differenza tra una pronta guarigione e un peggioramento grave del quadro clinico.

Proprio sulla rapidità si concentra la ricerca aretina. Gli specialisti hanno studiato l’efficacia di un parametro chiamato MDW (Monocyte Distribution Width), un valore che si ottiene automaticamente dal comune emocromo, cioè dall’esame del sangue più frequente e diffuso.

Lo studio ha preso in esame oltre 600 pazienti arrivati in Pronto Soccorso con sospetta infezione. I risultati hanno mostrato che l’MDW è in grado di individuare le infezioni più gravi con un’accuratezza del 93,6%, superiore rispetto ad altri esami utilizzati abitualmente come la Procalcitonina (PCT) e la Proteina C-reattiva (CRP).

Un altro aspetto importante è la velocità: il valore dell’MDW è disponibile in circa 5 minuti dall’arrivo della provetta in laboratorio e comunque entro la prima ora dall’accesso in ospedale. Inoltre, non richiede esami aggiuntivi né comporta costi supplementari, perché è già compreso nel normale emocromo.

Lo studio è nato da una collaborazione multidisciplinare tra diversi reparti dell’Ospedale San Donato – Medicina di Laboratorio e Microbiologia, Emergenza-Urgenza, Malattie Infettive, Anestesia e Rianimazione – che hanno lavorato insieme con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti fin dalle prime fasi. Un percorso di ricerca che prosegue l’esperienza maturata negli anni della pandemia da Covid-19 e nel monitoraggio dei pazienti con infezioni severe.

Questa ricerca conferma quanto un semplice esame del sangue possa diventare uno strumento prezioso per salvare vite, fornendo ai medici informazioni rapide e affidabili nei momenti più delicati.

Ed è anche un’occasione per ricordare quanto il sangue sia una risorsa fondamentale per la salute di tutti. Donare sangue significa contribuire concretamente alla cura e alla diagnosi di molte patologie, sostenendo il sistema sanitario e chi ne ha più bisogno. Un gesto semplice che può fare una grande differenza.

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