Alla scuola IMT le premiazioni di Gamedon, il torneo che insegna ai bambini l'importanza di donare sangue e plasma
30 aprile 2026
Si è svolto oggi l’evento conclusivo di Gamedon – Il grande torneo della donazione, il progetto educativo dedicato alla promozione della cultura della donazione di sangue e plasma tra i più giovani, promosso dal Game Science Research Center della Scuola IMT Alti Studi Lucca e dell’Università di Firenze, in collaborazione con Avis Regionale Toscana.
Protagonisti della giornata circa 80 bambini provenienti da cinque scuole della Piana di Lucca, che hanno partecipato alle premiazioni finali e a una sessione di gioco presso la Scuola IMT.
Il progetto, attivo da ottobre 2025 a maggio 2026, ha coinvolto oltre 1100 studenti tra gli 8 e i 13 anni degli Istituti Comprensivi del territorio, con più di 400 partecipanti al torneo a punti. Le classi migliori si sono qualificate per l’evento finale, momento conclusivo di un percorso educativo che ha unito apprendimento e gioco.
Al centro dell’esperienza Capitan Avis 2.0, il gioco collaborativo sviluppato dal Game Science Research Center in partnership con AVIS, pensato per avvicinare bambini e ragazzi ai valori della solidarietà e della cittadinanza attiva. Attraverso una dinamica di rete virtuale, il gioco stimola la cooperazione: più si dona, più la comunità cresce, si rafforza e si connette.
“Abbiamo voluto coinvolgere attivamente studenti, docenti e famiglie in un percorso educativo orientato alla promozione della solidarietà e della cooperazione”, ha dichiarato Ennio Bilancini, professore di economia alla Scuola IMT e direttore del Game Science Research Center. “Il gioco si conferma uno strumento efficace per diffondere la cultura del dono e rafforzare il senso di comunità tra le nuove generazioni”.
“Coinvolgere i più giovani con strumenti vicini al loro linguaggio è fondamentale per trasmettere il valore della donazione”, hanno commentato Claudia Firenze, Presidente di Avis Regionale Toscana e Cecilia Carmassi, di Avis Zonale Piana di Lucca, Valle del Serchio. “Progetti come questo dimostrano che il gioco può essere un potente strumento educativo per avvicinare bambini e ragazzi a temi come la solidarietà e l’aiuto reciproco. Educare fin da piccoli alla cultura del dono significa contribuire a costruire comunità più consapevoli e garantire in futuro un numero sempre maggiore di donatori di sangue e plasma”.